I Quaderni di Marta

Il progetto “I quaderni di Marta” è nato con l’obiettivo di raccogliere e mettere in circolo contributi e riflessioni nati intorno al nostro fare sociale, allo scopo di promuovere confronti e interrogativi dentro e fuori dalla nostra organizzazione, nella speranza di arricchirne e condividerne l’orizzonte culturale. E’ nostra convinzione, infatti, che la crescita e il rafforzamento dell’azione sociale di un’organizzazione non si esaurisca nell’ampliamento dei servizi erogati, ma si imperni anche sulla capacità di creare attorno ad essi un sostrato culturale socialmente orientato.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la SBC edizioni, che fa parte del Gruppo SBC Communication attivo da anni nell’editoria elettronica e tradizionale.

I quaderni di Marta n°1 - Marina Balestra, Baciare il rospo, SBC Edizioni, 2018

La prima pubblicazione de “I Quaderni di Marta” è il saggio “Baciare il rospo” scritto da Marina Balestra, pedagogista, assistente sociale e sociologa della multiculturalità. Dal 1994 svolge attività di ricerca, formazione, supervisione e consulenza pedagogica. Il suo interesse specifico è offrire a chi lavora nel settore educativo, e socio-assistenziale in genere, un punto di vista che, ricollocando in un quadro storico l'attuale modo di organizzarsi in servizi, orienti a guardare debolezze e forze derivate dal proprio modo di interpretare relatività e specificità del proprio mandato sociale e professionale.  

La parola globalizzazione rischia di costituire un velo che occulta la capacità di comprendere il nostro tempo. Sappiamo che cosa lasciamo: la società nazionale del XX secolo, ma non sappiano dove siamo diretti, e siamo disorientati rispetto al cammino che come umanità stiamo percorrendo. Per tentare di capire cosa ci aspetta, il testo esplora come si va ridisegnando il rapporto tra individuo e contesto sociale nella convinzione che per comprendere i processi che si sono messi in moto con l'uscita dagli assetti societari che abbiamo alle spalle, occorre guardare contemporaneamente al mutamento strutturale e all'esperienza soggettiva. Il clima culturale nel quale viviamo, da un lato esalta l'individuo, dall'altro lato ne riduce pesantemente i margini di autonomia individuale. L'azione, in questa ottica, sembra non poter far altro che subire i vincoli degli apparati sistemici entro cui viviamo la nostra esistenza. L'azione soggettiva non può, però, solo ridursi ad un adeguamento alle dinamiche esterne, ma, grazie alla sua complessità, è capace di quella rielaborazione che dà origine ad azioni inedite. In questa prospettiva la globalizzazione può essere meglio compresa se si lasciano parlare entrambi i livelli di analisi. Questa è l'ottica, con la quale, nel testo, vengono analizzate anche le due professioni che più di ogni altra esprimono l'essenza della società nazionale del XX secolo e del welfare che ha saputo inventare: l'assistente sociale e l'educatore. Entrambe vengono esaminate dal punto di vista dell'azione e dei processi sociali che hanno inciso profondamente sulle loro identità, e dal punto di vista delle loro esperienze soggettive per tentare di capirne le implicazioni reciproche e disegnare possibili margini di azione futuri.